di Umberto Zollo

Un ragazzo greco di 18 anni è stato salvato all’ospedale Molinette di Torino grazie a un trapianto di fegato in super-urgenza, eseguito dopo un trasferimento internazionale reso difficile dal maltempo e dalle condizioni cliniche disperate in cui versava. Il giovane, affetto da sindrome di Alagille, era stato ricoverato più volte in Grecia negli ultimi mesi a causa del rapido peggioramento della malattia.

Il peggioramento definitivo è avvenuto a novembre, quando il ragazzo è stato ricoverato in terapia intensiva a Patrasso per insufficienza epatica terminale. Riconosciuta la gravità della situazione, i medici greci hanno attivato il protocollo di collaborazione internazionale con l’Italia per accedere alla procedura di trapianto urgente.

Il Centro Nazionale Trapianti ha immediatamente coinvolto i coordinamenti regionali italiani, e la richiesta è stata accettata dal Centro Trapianto Fegato di Torino. Nel frattempo, l’aeronautica militare greca ha predisposto un volo C27. Tuttavia le condizioni meteo avverse hanno ritardato più volte il decollo, mettendo a rischio un caso già estremamente delicato.

Grazie a un complesso coordinamento tra il CRT Piemonte e Valle d’Aosta e l’Aeronautica Ellenica, il velivolo è atterrato a Pisa, dove un’ambulanza del 118 di Torino, appositamente allestita, ha proseguito il trasferimento attraverso piogge torrenziali e autostrade allagate. Il giovane è arrivato alle Molinette alle 1.30 di notte.

Viste le condizioni estremamente critiche, i medici torinesi hanno richiesto l’iscrizione in lista trapianto super-urgente. Le terapie intensive hanno permesso di stabilizzare temporaneamente il ragazzo, mentre per 48 ore è proseguita l’attesa di un organo compatibile, reso disponibile grazie alla donazione di una famiglia di una regione vicina.

Meno di 60 ore dopo l’arrivo in Italia, il giovane è stato sottoposto a un intervento di trapianto epatico durato 9 ore, condotto dall’équipe del professor Renato Romagnoli. La risposta dell’organo trapiantato è stata rapida e positiva, evitando il rischio di decesso.

Il paziente è tuttora ricoverato in Rianimazione, dove mostra progressi significativi nel percorso di recupero.

“Una storia a lieto fine che ancora una volta diventa esempio delle eccellenze della nostra Città della Salute e della Scienza a livello europeo e del valore dei nostri operatori. I nostri professionisti sanitari hanno reso possibile ciò che non lo sembrava essere più in una situazione disperata. Un doveroso ringraziamento al donatore e alla sua famiglia, che hanno reso possibile questo miracoloso trapianto” afferma Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute.

“Questa vicenda è un esempio evidente di collaborazione internazionale, competenza medica e generosità, che, superando anche le difficoltà imposte dal maltempo, ha permesso di salvare la vita di un giovane ragazzo. Il sistema trapianti della regione Piemonte ha dato ancora una volta prova della sua straordinaria efficienza” sottolinea l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi.

Il caso rappresenta un esempio di come la cooperazione internazionale, unita alla capacità organizzativa dei sistemi sanitari, permetta di salvare vite anche in condizioni estreme. L’esperienza potrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente i protocolli condivisi per i trapianti urgenti tra Paesi europei.

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