Molinette, nuova risonanza magnetica 3 Tesla: esami più rapidi e ricerca sulle malattie del cervello

di Umberto Zollo | Torino – Inaugurata alle Molinette una risonanza magnetica 3 Tesla da 1,6 milioni di euro. La tecnologia può ridurre fino al 50% i tempi di molte acquisizioni e sarà utilizzata per diagnosi e ricerca sulle malattie neurologiche.

Una nuova risonanza magnetica 3 Tesla per studiare le malattie del cervello e rendere più rapidi gli esami diagnostici. È stata inaugurata mercoledì 21 ottobre 2026 all’ospedale Molinette di Torino, grazie alla collaborazione tra Università di Torino e Città della Salute e della Scienza. L’apparecchiatura, dal valore di circa 1,6 milioni di euro, potrà ridurre fino al 50% i tempi di molte acquisizioni delle immagini.

Il nuovo sistema, un Philips MR 7700, sarà utilizzato sia per le attività cliniche della Neuroradiologia sia per gli studi del Neuroscience Institute of Turin (NIT), diretto dal professor Marco Tamietto. L’obiettivo è affiancare alla diagnostica ospedaliera la ricerca sul funzionamento del cervello e sulle patologie neurologiche.

La tecnologia permette di osservare con maggiore dettaglio le strutture cerebrali, analizzare l’attività delle diverse aree e ricostruire le connessioni nervose. Consente inoltre di studiare la circolazione sanguigna nei tessuti cerebrali, un elemento importante nella valutazione di numerose patologie.

Torino, 21 ottobre 2026 – Il taglio del nastro durante la cerimonia di inaugurazione della nuova risonanza magnetica 3 Tesla all’ospedale Molinette. L’apparecchiatura, frutto della collaborazione tra Università di Torino e Città della Salute e della Scienza, ha richiesto un investimento di circa 1,6 milioni di euro e sarà utilizzata per la diagnostica e la ricerca neuroscientifica.

Grazie a sistemi avanzati di acquisizione e ricostruzione delle immagini, molte sequenze diagnostiche potranno richiedere fino alla metà del tempo. Un miglioramento che potrebbe rendere gli esami meno impegnativi per i pazienti e contribuire a contenere i tempi di attesa, in base all’organizzazione delle attività cliniche.

La nuova risonanza sarà impiegata per approfondire lo studio di Alzheimer, SLA, sclerosi multipla, epilessia, tumori cerebrali e ictus, oltre che di alcuni disturbi psichiatrici.

Gli studi coinvolgeranno persone sane e pazienti, per confrontare il funzionamento del cervello in condizioni differenti e individuare eventuali alterazioni. I ricercatori potranno inoltre analizzare i processi di recupero dopo una lesione cerebrale.

Tra gli obiettivi figura l’identificazione di nuovi biomarcatori, indicatori biologici che aiutano a riconoscere le malattie, seguirne l’evoluzione e valutare la risposta alle terapie.

L’acquisto è stato finanziato per metà dalla Regione Piemonte e per metà dal Ministero dell’Università e della Ricerca, attraverso il bando INFRA+ e le risorse del programma PR FESR Piemonte 2021-2027.

L’apparecchiatura appartiene all’Università di Torino e sarà gestita dal NIT. L’utilizzo clinico e scientifico seguirà una programmazione condivisa con Città della Salute, secondo un accordo quinquennale sottoscritto nel marzo 2025.

Il direttore generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha sottolineato il possibile impatto sull’assistenza: “Una tecnologia sinonimo di alta complessità, che avrà come primo impatto dal punto di vista clinico e diagnostico quello di ridurre i tempi degli esami e di conseguenza le liste di attesa per i pazienti”.

La risonanza rientra nel progetto SYNTHESIS, coordinato dalla professoressa Francesca Garbarini, che integra strumenti di neuroimmagine, dispositivi indossabili e piattaforme di ricerca clinica e sociale.

L’infrastruttura sarà accessibile anche a gruppi di ricerca esterni e imprese. L’intenzione è favorire studi condivisi e sviluppare nuove applicazioni per la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle malattie neurologiche.

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