di Umberto Zollo

Un intervento chirurgico senza precedenti è stato eseguito presso l’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino: per la prima volta al mondo i chirurghi hanno ricostruito i nervi del pene, restituendo a un paziente la possibilità di avere erezioni spontanee dopo l’asportazione della prostata per tumore.

L’operazione, definita dagli specialisti un passo epocale nella chirurgia ricostruttiva urologica, consiste nel collegamento del nervo gracile, situato nella coscia, alle fibre nervose autonomiche dei corpi cavernosi del pene, responsabili dell’erezione. Una procedura che apre nuove prospettive nei casi in cui i farmaci tradizionali, come le note “pillole blu”,  risultano inefficaci.

“Per molti uomini giovani sopravvissuti al cancro della prostata, la perdita di potenza sessuale rappresenta una ferita profonda che mina identità e qualità di vita”, spiega il professor Paolo Gontero, direttore della Clinica Urologica universitaria delle Molinette. “Quando la malattia è troppo avanzata non è possibile eseguire un intervento di preservazione nervosa. È proprio in queste situazioni che questa tecnica innovativa apre una strada concreta alla possibilità di recuperare la funzione naturale. A differenza della protesi peniena, che garantisce erezioni meccaniche ma non fisiologiche, questa procedura consente di ricreare erezioni spontanee e naturali, con un impatto psicologico straordinariamente positivo per il paziente”.

I primi dati raccolti dal team torinese mostrano risultati incoraggianti: un miglioramento fino all’80% e la ripresa di erezioni spontanee efficaci in oltre il 65% dei casi. Percentuali mai raggiunte con i protocolli tradizionali di riabilitazione sessuale.

“Non parliamo di un trattamento sperimentale isolato, ma di una tecnica riproducibile, basata su solide evidenze precliniche e su un’attenta selezione dei pazienti”, precisa il dottor Marco Falcone, responsabile del progetto. “L’obiettivo non è soltanto ripristinare una funzione biologica, ma restituire ai pazienti la possibilità di vivere una vita affettiva e sessuale piena. È un cambiamento di paradigma che unisce chirurgia oncologica, ricostruzione funzionale ed attenzione al benessere globale della persona”.

Il debutto internazionale dell’intervento è avvenuto durante il congresso ESGURS 2025, svoltosi a Torino con la partecipazione di oltre 350 esperti da tutto il mondo. Un evento che ha confermato il ruolo del capoluogo piemontese come polo di eccellenza nella ricerca urologica.

Se i risultati saranno confermati da studi clinici più ampi, la nuova tecnica potrebbe cambiare radicalmente il futuro della riabilitazione sessuale post-cancro, offrendo a migliaia di uomini non solo la possibilità di sopravvivere alla malattia, ma anche di riconquistare una piena qualità della vita.

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