Il termine “gattabuia” è un’espressione popolare che significa prigione. Esistono diverse teorie sull’origine di questa parola. Una possibile derivazione è dalla “gattaiola,” la piccola porta che permette ai gatti di entrare e uscire dalle case. Tuttavia, un’altra teoria, più plausibile secondo alcuni studiosi, è che “gattabuia” derivi dal greco “katogeia,” che significa sotterraneo. Da questo termine greco deriverebbe anche il termine dialettale siciliano “catoio” o “catoia,” che indica una stanza buia, di scarso valore, spesso seminterrata, proprio come una prigione.

Uso letterario

Uno dei primi usi letterari della parola “gattabuia” si trova nel celebre romanzo “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi, pubblicato nel 1883. In un episodio, Pinocchio viene arrestato per aver denunciato il Gatto e la Volpe: «Il burattino (…) voleva protestare, ma i gendarmi (…) gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia».

Questa parola è un esempio di come termini di origine popolare possano entrare nella letteratura e nella lingua corrente, acquisendo un significato preciso e riconosciuto da tutti.

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